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 TRAMA

La leggenda di un fantomatico libro di profezie che conterrebbe il passato, il presente ed il futuro, avvolge di mistero diverse leggende del secolo scorso. Basandosi su di una serie di racconti e di documenti più o meno autentici, si tenta di ricostruire la storia del testo blasfemo attraverso i secoli, dalla vita del suo autore all’influenza indotta ai loro possessori. Un libro magico!


 BRANO

[...] La prima notizia documentata della presenza del libro del SACRAMMARCAS, da ora in poi chiamato solamente "il testo", sulla Terra, si ha sulle tavolette di cera del XII secolo a. C., scritte con l'alfabeto cuneiforme, rinvenute negli scavi archeologici del 1854 in Mesopotamia, dal console britannico ad Al-Basra, J.E. P.Taylor, nelle quali viene descritto dallo Scriba Fdel, uomo di scienza di fiducia del re di Ur e sovrano della Caldea, Ur-Mannu, come un intreccio di formule magiche e ritornelli allarmisti sulle forze oscure del male, ma anche come summa di sagge considerazioni e soluzioni per un'esistenza in comunione con il cosmo. In Egitto compare un testo di grande potenza magica, "Il Libro di Toth", direttamente ispirato dalla divinità, durante la massima espansione dell'impero egizio, periodo tra il 3238-2239 a. C., Antico Impero Menfitico. Viene identificato con il Sacrammarcas, pur essendo antecedente alla comparsa storica dell'autore Ichucumus. In seguito ad un cattivo uso, l'intero Egitto cade in un periodo di decadenza economica, Primo Periodo Tebano, per poi risollevare le sorti grazie all'interpretazione del testo da parte del faraone Sesostri III, nel 1860 a. C. circa, durante la XII dinastia. In quel periodo viene tradotto e scritto con ideogrammi presinaici e introdotto da allora nello studio della discendenza imperiale. Se ne perdono completamente le tracce nel Periodo Tanitico, tra il 1090-663 a. C., nella capitale Tanis, durante le dinastie XVIII-XXV. Salomone, re d'Israele, tra il 960-927 a. C., possiede una copia del testo scritta con geroglifici, che di tanto in tanto consulta per alimentare la sua saggezza, prima di morire la nasconde nel tempio per evitare che cada in mani sbagliate. Si ritiene che, la "Clavicola di Salomone", non sia altro che un monito verso la lettura del testo. Una copia del testo in lingua ebraica viene portata da una nave della Fenicia fino al porto Caere a Cerveteri nel II secolo a. C., ispirando la formazione architettonica della necropoli. Dopo la conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno, nel 332 a. C., il testo custodito nella biblioteca di Alessandria viene fatto replicare e mandato ad Aristotele e Demostene per poterlo studiare. Nel 212 a. C., Archimede Pitagorico, distrugge una copia del testo in egiziano, quando Siracusa viene conquistata dai romani. Caio Giulio Cesare nel 71 a. C. trova tra le pagine del testo la strategia vincente che lo porterà fino alla carica di Imperator, comandando su Roma e quindi sul mondo. [...]

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