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edizione Il Calamaio, 1995, formato 15x21, pagine 64
Leonard, un ricercatore di una piccola università della costa orientale americana, dopo anni
di studio, mette a punto una serie di macchinari in grado di modificare il corretto
andamento del tempo. Il destino vuole che ogni collaudo puntualmente fallisca, ma non completamente, qualcosa
accade ugualmente tra le pieghe del tempo, rivelandosi poi fondamentale per il futuro.
Comunque i suoi tentativi non si arrestano. La tenacia e la determinazione di Leonard sono
più forti delle controversie e delle chiacchiere dei colleghi. Gli esperimenti si susseguono
senza pause nel tentativo di dimostrare la fondatezza delle sue teorie e di quelle del suo
maestro. Proverà a fermare lo scorrere del tempo, a scambiare materia con altra nel tempo e a spostare il
tempo intorno ad un oggetto. Sarà sconvolto dai risultati del tentativo di far passare
un individuo in una dimensione temporale alternativa. E solo alla fine, perso in una
dimensione temporale diversa dalla sua, riuscirà a compiere un viaggio nel tempo, coronando
il sogno di una vita. Ma non finisce qui...
[...] Il tempo è un concetto inventato dall'uomo. E' nato
per necessità. E' naturale per noi distinguere tra il giorno e la
notte, osservare le fasi della luna e guardare le stelle muoversi in cielo.
Ma è proprio tutto questo movimento che ci costringe ad associare
un'unità temporale a qualsiasi tipo di moto. Il tempo esiste perchè
esiste movimento nello spazio [...] Il susseguirsi degli avvenimenti viene
identificato come storia. Perciò la storia può essere considerata
come la registrazione degli spostamenti e delle trasformazioni della materia
nell'arco di tempo delimitato dall'inizio degli eventi sino al momento
attuale. Ma se fosse veramente una registrazione dovremmo essere in grado
di mandarla avanti e indietro a nostro piacimento [...] Ho costruito questa
sorta di acceleratore fotonico in grado di modificare l'inclinazione dello
spazio. Nell'istante in cui lo spazio si curverà fin quasi a bucarsi,
sarò trasportato in una tempodimensione alternativa. Starò
via per pochi minuti, giusto il tempo di acquistare un giornale o prendere
qualsiasi altra cosa che testimoni la mia presenza in un tempo alternativo".
Così, fatti gli ultimi controlli, rassicurò i colleghi e
si infilò nell'armadio come se stesse entrando nella doccia di casa
sua. Il computer era in funzione e, al termine del conto alla rovescia
di soli dieci secondi, attivò il macchinario. Si avvertì
un forte sibilo, poi un grosso boato e del fumo cominciò ad uscire
dalle fessure dell'armadio. Poco dopo la porta venne fatta scorrere dall'interno
e ne uscì Leonard. Era infreddolito e tremolante. Quello che sembrava
fumo si rivelò essere anidride carbonica che si separava dallo strato
finissimo di ghiaccio che aveva su tutto il corpo [...]
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