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edizione Phasar, 2001, formato 13x20, pagine 96
 TRAMA

In un futuro prossimo un agente di polizia indaga su di una serie di omicidi. In un faccia a faccia con l’assassino sarà messo sulle tracce di inquietanti documenti riservati, nascosti negli archivi del dipartimento di polizia. Verrà a conoscenza dei rapporti personali di un investigatore privato. Blocchi di memoria, intelletti che prendono forma, un’intera cittadina che scompare misteriosamente nel nulla, l’incoscienza di uno scrittore deciso a diffondere un’epidemia incurabile, nuove orde di succhiasangue, storie angoscianti con un filo conduttore che giustificano il modo di agire dell’assassino.


 BRANO

[...] Nel pomeriggio non ero in servizio, così decisi di farmi un giro. Fui subito colto da un'acquazzone e mi riparai in uno dei miei locali preferiti: the Dave of Egypt. Ero appena entrato in un bar all'angolo tra Ramsete Street e la piazza dell'obelisco, nel quartiere egiziano, e subito qualcosa mi era parsa diversa dal solito. Nel locale non c'era la stessa confusione delle altre sere e la poca gente che c'era stava pressoché in silenzio. La luce però era come al solito poca. Da quando avevano iniziato a razionarla, candele, lumini a benzina e a olio, erano tornati di moda. L'aria pesante scorreva attraverso i soliti depuratori intasati, senza lasciare la minima traccia del suo passaggio. Qualcuno era conficcato negli psico-virtual-game, ultima diavoleria del mondo informatico lanciata sul mercato dalla Devisco & Co.. Tutto sommato era una sera come le altre, forse ero solo in anticipo. Mi sedetti al solito posto, in fondo al bancone, ordinando il solito drink. Mentre lo degustavo lentamente, diedi una veloce occhiata al locale. Su pareti scure, modellate con bassorilievi incomprensibili, si incastonavano vari monili egizi e false statue antiche. Non mi era mai piaciuto il Melt Style, lo stile fuso del locale, ma quand'era stato costruito era all'avanguardia. Sul pavimento era sporco, sui tavoli e sulle sedie era sporco. Una sola cameriera girava tra i tavoli: o serviva o puliva. Quattro clienti abituali giocavano a carte bevendo e fumandosi addosso. Per altri non era possibile stabilire con precisione cosa stessero facendo, coperti dalle ombre vibranti delle luci delle candele. A poca distanza da me, un uomo con un lungo e scuro impermeabile mi osservava in continuazione. Dopo averlo fissato per cinque minuti in attesa che si impicciasse dei suoi fatti, andai a sentire se cercava rogne. Solo dopo aver richiamato la sua attenzione con un colpo di tosse mi resi conto che l'uomo non ce l'aveva con me, ma guardava oltre me, teneva sotto costante controllo una donna riflessa nello specchio. Purtroppo, dato che c'ero feci accertamenti. Dico purtroppo perchè non mi resi conto di entrare in una storia molto più grossa delle mie capacità. [...]

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