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In un lontano futuro, dove la tecnologia ha stratificato le città per sopperire allo sproporzionato aumento
demografico, un uomo, che a causa di un incidente ha perduto la memoria, incontra una donna che conosce
il suo passato. Nonostante sia costretto ad entrare in contatto con un gruppo di rivoluzionari, intenti a
oscurare le comunicazioni mondiali, riuscirà ad indagare sulla sua sconcertante identità. Scoprirà di aver lasciato
un’importante promessa in sospeso e per mantenerla rischierà la vita.
[...] “La città...! Non esiste più nulla che può
essere chiamato in questo modo. Adesso bisogna dire “Megalopoli”, altrimenti
nessuno sa di cosa si sta parlando. Tutto ha assunto proporzioni enormi.
La popolazione è cresciuta a dismisura. Quasi dieci miliardi di
persone affollano il dieci percento delle terre non inquinate, concentrati
in poche centinaia di megalopoli sovraffollate. Ogni megalopoli contiene
almeno una mezza dozzina di quelle che prima venivano considerate grandi
città, e delle volte ricopre una superficie più grande della
nazione nella quale si trovava. Sembra quasi insostenibile una situazione
del genere, ma ci hanno pensato gli ingegneri e gli architetti, hanno costruito
“i livelli”. Un livello, cioè uno strato di ponti, palazzi, strade,
uffici e negozi, è stato costruito sul precedente almeno ogni tre
anni, a partire dai primi anni del nuovo millennio, e, ogni due livelli
nuovi circa, ne veniva chiuso e “congelato”, con il cemento, uno di profondità,
in modo di stabilizzare la struttura. Ma poi in verità la gente
non sa dove andare e continua a starci clandestinamente, in povertà
e in miseria. ...E' come avere il terzo mondo nel sottoscala di casa, esci
dal portone e fai finta che non ci sia... Il livello più alto è
il tredicesimo, il più basso nessuno può dirlo con certezza.
E non si fermeranno di certo questa volta, ne stanno già costruendo
un altro, e fra qualche mese anche questo livello cadrà nel buio
delle luci artificiali. Il sole, anche se non ricordo di averlo mai visto
senza le nubi, smetterà di illuminare, con i suoi rosei tramonti,
le vetrate di questi freddi edifici di acciaio e vetro. La luna pallida
diventerà un fantasma nell'inconscio dei bambini di questo come
dei precedenti livelli. La città...!” [...]
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