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In un piccolo paesino di provincia tre ragazzini assistono all’impotenza degli adulti di fronte alla
pazzia omicida di un fantomatico serial-killer. Crescendo dimenticheranno l’avvenimento che ha
legato le loro sorti ad un medesimo destino. Un coraggioso ragazzo sarà implicato in un tragico
inseguimento, un valido studente sarà trascinato fino alla perdizione dalla sua ricerca, e due ingenui
compagni di scuola scopriranno a loro spese cosa è successo ad una loro sfortunata antenata.
[...] Ne è stato trovato un altro!", gridò uno
dal fondo della strada dirigendosi verso il bar. La mamma non era in casa
ed il papà sarebbe tornato come al solito tardi dal lavoro in città.
Vedevo molta gente correre verso la strada principale e molti visi si coprivano
di un espressivo dispiacere. Dietro il vetro mezzo appannato dal mio stesso
alito mi sentivo al sicuro. Sul marciapiede accanto all'ingresso di casa
mi accorsi che Lesto stava spingendo, come al solito, Ciccio per andare
a vedere e Ciccio, come al solito, aveva paura e tergiversava. I compiti
li avevo finiti già da un po', così mi precipitai giù
per le scale. "Ciao Piedini... Andiamo a vedere?", chiese Lesto
abbassando il tono della voce per renderla ancor più misteriosa.
"Si, sono curiosa.", risposi, perché in un primo momento
ancora non avevo capito di cosa si trattasse. Dopo aver fatto qualche passo
insieme, Ciccio sbottò innervosito. "Dove andate?", poi
con un filo di voce, "E' pericoloso..." "Ma non dire sciocchezze,
sbrighiamoci, altrimenti perderemo tutto." Allora mi accostai a Ciccio
lentamente e lo afferrai per la mano, sapevo che aveva un debole per me,
anche se eravamo soltanto bambini di dieci anni, i sentimenti di amicizia
iniziavano a mutare. "Saremo sgridati... Saremo puniti... Tutti e
tre. Io so come vanno a finire certe cose. Mi negheranno la torta per una
settimana, a Piedini la sculacceranno e a Lesto gli faranno spalare tanta
di quella neve da farlo tramutare in pupazzetto di ghiaccio!" [...]
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