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Mentre sulla Terra si abbattono i tremendi segni della fine del mondo, in un antico monastero tibetano, una
spedizione universitaria, sta per essere sconvolta da uno sconcertante ritrovamento. Contemporaneamente in
America, a Los Angeles, dove si stanno ultimando i preparativi per la fine del secondo millennio, un
cacciatore di vampiri sta per concludere il suo viaggio alla ricerca della verità. Interpretando
i sogni premonitori di una misteriosa ragazza ed i profetici brani di un libro apocalittico, due uomini
saranno costretti a sacrificarsi d’innanzi all’inevitabile presa di coscenza della nuova
stirpe di anime perdute.
[...] Non conosco in quale tempo sono e in quale tempo voi siate...
Ma ciò che sto per narrare risponde al vero in ogni tempo... Questo
è il principio di una lunga storia, una breve vita ed un'interminabile
morte... Per mia fortuna nacqui fanciulla, scura di pelle, nera di capelli
e di un occhio particolarmente chiaro ed uno estremamente scuro. Strana
dissero, come lo era tutta la mia famiglia, alta e magra, con il capo grande
e con i lineamenti poco marcati. Trascorsi anni felici di gioco e studio
in un baleno, senza riuscire ad apprezzarne tutte le sfumature ed i colori
tenui. Fin quando mi accorsi di stare per morire alla giovane età
di 12 o forse 13 anni... Il mio corpo non voleva più continuare
a vivere con me. La mia famiglia fece il possibile, anche se non era eccessivamente
ricca, godeva comunque di un certo benessere derivato dalla prestigiosa
attività di mio padre. Mio padre era un dottore, il più bravo
alla corte del faraone d'Egitto. Talmente influente e ben visto che, di
comune accordo, aveva concesso la mia mano al figlio del faraone e futuro
padrone dell'intero Egitto, di tutte le terre allora conosciute. Sarei
divenuta regina, regina del mondo intero... Data la mia giovane bellezza
e l'estrema intelligenza dimostrata, nessun'altra era in grado di poter
entrare in competizione. Mi aspettava un futuro radioso, di prestigio,
importante, unico. Ma, ironia della sorte, non sarei mai vissuta abbastanza
per vedere questo desiderio avverarsi. Non solo mio padre, ma decine di
altri medici, più o meno cialtroni, non erano stati in grado di
stabile quale fosse il mio male. Un solo rimedio poteva prolungare la mia
esistenza, ma sacrificava poveri innocenti. Non avrei mai accettato di
fare una cosa simile, ma il destino volle che accadessero quelle circostanze
che innegabilmente decisero per tutti. Il faraone morì improvvisamente
lasciando il popolo nella più completa disperazione e angoscia.
La nobile persona del nuovo faraone decise di prendermi in sposa senza
attendere neppure una sola notte. Dopo breve tempo, lontano dalla mia famiglia
e dalle cure di mio padre, fui costretta a rivelare il mio segreto. Il
faraone incredulo, ma senza dubbio convinto che soffrissi di un brutto
male, ordinò che fossi sottoposta periodicamente all'unica cura
trovata fino ad allora. -Un giorno-, diceva mio padre, -...questo sarà
considerato normale...-, ma per i tempi di allora, quello che stavamo facendo
voleva dire elevarsi alla potenza di una divinità, una cosa estremamente
pericolosa. [...]
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